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lunedì 22 giugno 2026

Bianco o rosato? Rosso o aranciato? Ecco I magnifici 7 per l’estate, dalle Alpi all'Etna, dal Piemonte all'Alsazia

 

Vigne al tramonto.

Bianco, rosato, rosso: sono questi i colori classici del vino, con tutte le sfumature possibili. La più originale delle quali è probabilmente l’arancio. Con un’apparente stranezza. Anzi due. Che gli Orange Wines in realtà derivano da uve bianche. E che, a volte, sono più “bianchi” che...orange.

Ecco dunque alcune proposte per l’estate, ma anche per ben oltre. Qualcuno potrebbe stupirsi che vi siano inclusi anche un paio di rossi. Si tratta però di vini particolari e comunque, parlando in generale, i rossi non eccessivamente tannici sopportano bene una temperatura di servizio più bassa dei canonici 18°, anzi sono spesso più apprezzabili se bevuti freschi.

 

Un bianco...aranciato (ma non nel colore!)

Lidris Zal, radice gialla in friulano, si riferisce, ma solo simbolicamente, al rafano, la radice piccante tipica del Nord-Est. Infatti il vino non ne ha i sentori, mentre invece rimanda a toni fruttati, agrumati in particolare. È un bianco non flirtato, dunque leggermente velato nel suo bel colore dorato con riflessi ambrati (se fossero più accentuati si parlerebbe quindi di un orange). 

Il vino è fatto con la stessa tecnica di un aranciato, ma tenendo per così dire il piede sul freno. Le uve Friulano (50%), Ribolla gialla (30%) e Malvasia (20%) vengono vinificate lentamente con una macerazione delle bucce di una quarantina di giorni, a 14° e fermentazione spontanea grazie all’uso di lieviti indigeni. Poi viene imbottigliato per un affinamento di circa 6 mesi nel vetro. Niente botti o anfore dunque, perché Lidris Zal è stato pensato “come un macerato di primo approccio”, di facile comprensione e versatile nell’abbinamento. Lo producono i fratelli Cecchetto nella loro azienda Aganis, dei Colli orientali del Friuli.

Lidris Zal, Bianco non filtrato, Venezia Giulia Igt  2024, Aganis. Prezzo: 19 € (in enoteca)

All’occhio, giallo dorato con decisi riflessi ambrati; al naso, frutta matura, anche disidratata, come mango, albicocca, arancia, erbe officinali, spezie dolci. In bocca, sapido, profondo, con sentori tannici vellutati, finale lungo e “minerale”.

Abbinamenti. Spaghetti coi lupini, acciughe sott’olio e bottarga; Risotto alla pescatora; Bouillabaisse. Fra i secondi: Fritto misto di pesce; Baccalà mantecato; formaggi erborinati; piatti asiatici, come Pollo Kung Pao e Ramen speziato.

Info. Aganis, via Cocul 2, Treppo Grande (Udine), tel. 0422.855885, www.aganis.wine 

 

Bollicine in rosa

L’Incrocio Manzoni Rosa 1.50 è un vitigno raro ottenuto dall’unione fra Trebbiano romagnolo e Traminer aromatico (1,50 segnala la parcella agricola o la posizione progressiva registrata a suo tempo in un apposito quaderno). Luigi Manzoni è stato uno storico genetista della Scuola enologica di Conegliano Veneto; creò questo, come altri incroci viticoli, negli anni Venti del Novecento. 

Le bucce delle uve sono proprio rosate e da esse il vino prende il colore dopo una macerazione di circa otto ore. I vigneti sono coltivati secondo l’altrettanto raro sistema di coltivazione detto a Bellussera, con alti pali di sostegno a raggera, collegati da fili di ferro con quattro viti per ognuno, che si espandono verso l’alto. Storicamente, era stato adottato per coltivare nell’ampio spazio al di sotto foraggio e ortaggi. La Bellussera da una decina anni è stato riportato in auge per alcuni vini prodotti dall’azienda trevigiana Ca’ di Rajo. 

Dopo la macerazione e la trasformazione in vino fermo si procede alla presa di spuma in autoclave per circa due mesi. Ne risulta uno spumante con un residuo zuccherino di 11 ÷ 14 grammi/litro e una

gradazione alcolica moderata, di 11°.

Manzoni Rosa Spumante Extra Dry, Ca’ di Rajo. Prezzo: 9,50 €.

Rosa tenue, ma brillante alla vista; all’olfatto delicato, aromatico con sentori di lampone, agrumi, rosa appassita e frutta matura; al palato, fresco, morbido con un accenno abboccato all’inizio, che si fa sapido sul finale, con il sorso più asciutto e un ritorno delle sensazioni agrumate.

Abbinamenti. Eccellente vino da aperitivo con stuzzichini, accompagna degnamente antipasti come gli involtini di melanzane con olive, mozzarella, basilico e salsa di pomodoro; o una tartare di avocado e barbabietole; o, ancora, un piatto di salumi di sapore “delicato”, come la Mortadella Bologna, il Prosciutto cotto o la Culatta. Fra i primi o piatti unici: Pizza farcita con formaggi freschi; Trofie con zucchine e gamberi; Linguine alle cozze e fiori di zucchina. Fra i secondi: Pesce spada con olive, capperi, passata di pomodoro leggera e origano; Orata al cartoccio; Insalata di polpo.

Info. Ca’ di Rajo, via del Carmine 2/2, San Polo di Piave (Treviso), tel. 0422.855885, cadirajo.it 

 


Salmone brillante è la tonalità del Crémant d’Alsace Rosé del Domaine Reyser. Da uve 100% Pinot noir, coltivate biologicamente ed elaborato secondo il metodo champenois. E maturato sui lieviti per ben tre anni (i Crémant francesi possono sostare in bottiglia per la presa di spuma anche solo 9 mesi). La maison è stata fondata nel 1963 da Hubert e dal 2007 è guidata dal figlio Lionel - studi in biologia e ambiente. Quindici ettari di terreno sono coltivati in agricoltura biologica, un decimo dei quali sono situati sul Grand cru Steinklotz di Marlenheim. Un’azienda vitivinicola strettamente familiare e di gran qualità.

Crémant d’Alsace Aoc brut rosé, Domaine Hubert Reyser. Prezzo: 18-20 €.

Rosa salmone, con perlage fine; al naso, netti sentori di melograno e fragoline di bosco e, più tenui, di lime. In bocca, secco, croccante, fresco, sapido con un finale leggermente ma piacevolmente amarognolo. 

Abbinamenti. Buon aperitivo; particolarmente adatto ad antipasti di crudité marine, piatti di pesce non troppo salsati, crostacei crudi e cotti: fra gli altri, Blini con uova di salmone; Penne alla crema di scampi; Risotto alle cozze e gamberi. 

Info. Domaine Hubert Reyser, 26 rue de la Chapelle, Nordheim, Francia, tel. 0033 (0)695104622, www.domainereyser.com (distribuito in Italia da Ca’ di Rajo).

 


“Profondità espressiva e freschezza alpina”: ecco una sintesi azzeccata per il Lagrein Rosé dell’altoatesina cantina Hofstätter. I terreni viticoli della zona di Termeno (dove ha i suoi vitigni la tenuta) sono argillosi, ma anche ghiaiosi e sabbiosi ed è qui che vengono coltivare le uve Lagrein che, nel caso specifico, e in certe annate vengono mixate con piccole percentuali di Merlot. Dopo la vendemmia gli acini sono lasciati macerare a freddo sulle loro bucce per una giornata, onde estrarne le sostanze coloranti: daranno al vino il suo caratteristico colore rosato. 

La fermentazione e maturazione successive hanno luogo in tini d’acciaio inox per circa cinque mesi; segue un breve affinamento del vino in bottiglia.

Lagrein Rosé Alto Adige Doc 2025, J. Hofstätter. Prezzo: 12,50 €.                   

Rosa intenso brillante tendente al lampone; al naso, sentori di ciliegia, frutti di bosco, di fiori ed erbe montane. Al palato, fresco e vibrante, bilanciato da sensazioni vellutate; di succosa persistenza.

Abbinamenti. Tartare di gamberi; Carpaccio di salmone, fra gli antipasti. Primi piatti: Risotto ai gamberi rossi e lamponi; Penne ai fiori di zucca e pepe rosa. Secondi: Trota salmonata al cartoccio; Coniglio in umido; Pollo tandoori; Scaloppine al vino rosato; Galletto al forno.

Info. J. Hofstätter, piazza del Municipio 7, Termeno (Bolzano), tel. 0471.850161, www.hofstatter.com

 

Mille anime sul versante orientale dell’Etna: il paese di Milo si trova sospeso a 750 metri fra il mare e il vulcano. Microclima ideale per la coltivazione delle viti, che allignano in terreni costituiti da un mix di materiale organico e di ceneri laviche: gli sbalzi termici fra giorno e notte possono spingersi fino a 20°, favorendo lo sviluppo di sapori e profumi nelle uve.

Cantine Iuppa coltiva le sue viti su sette ettari, con metodo biologico, dando la prevalenza a quelle di tradizione, come Carricante, Catarratto e i due Nerello, Cappuccio e Mascalese. Da quest’ultimo, in contrada Salice, nasce il rosato Ata. Subito dopo la vendemmia settembrina del Mascalese in purezza i grappoli interi vengono passati alla pressa soffice; il mosto si separa per decantazione statica a freddo e la fermentazione, dopo la separazione delle bucce che hanno conferito il colore tipico, ha luogo in tini d’acciaio alla temperatura controllata di circa 15°. Il vino matura lentamente, sempre in acciaio e si affina poi nel vetro. 

Ata, Etna rosato Doc 2024, Cantine Iuppa. Prezzo: 23,50 €.

Il colore è un bel rosa tenue – buccia d cipolla, che ricorda quello di molti provenzali. I profumi sono floreali (petali di rosa su tutti) uniti ai fruttati: lamponi, fragoline, ciliegie, con qualche sentore minerale. In bocca: fresco, elegante e sapido, anche agrumato e minerale.

Abbinamenti. Carpaccio di ricciola; ostriche e crudité marine; caponatina di melanzane fra gli antipasti. Primi: Busiate al pesto trapanese; Spaghetti cozze e vongole con pomodoro. Secondi: Cous cous di pesce; Gamberi alla griglia; Coniglio alle erbe.

Info. Cantine Iuppa, via Salice 27, Milo (Catania), tel. 095.7210583, cantineiuppa.it


 

Rossi in una sera d’estate

Troppi segreti per il gusto di chi scrive. Ma il vino, ciononostante, è gustoso. E allora? 

Vediamo. L’hanno chiamato Rosso Mosso Helena e Alois Clemens, figli di Alois Lageder dell’omonima cantina altoatesina, vocata da sempre all’agricoltura biologica-biodinamica. 

Bollicine fini e continue e accenni di tannini. Ma di quali vini è composta la cuvée? Di quali annate? Non si sa. Segreti di stato; pardon, di famiglia. E di cantina. Vitigni a bacca rossa, questo è certo, probabilmente con la presenza di Lagrein e/o Schiava, conferite da viticoltori di fiducia di bassa e media collina, per quello che viene definito in maniera sbarazzina come un “mix selvaggio”.

Si tratta comunque di un rosso brut spumantizzato con il metodo Charmat (o Martinotti che dir si voglia), pensato come un vino da bere ben fresco, da aperitivo e poi magari lungo un pasto di non eccessivo impegno. L’etichetta della bottiglia, accattivante, ha al centro una medusa fluttuante circondata da altre fantasiose figure marine, opera dell’artista finlandese Klaus Haapaniemi. 

Da assaporare a 8-10°.                                                                                                     

Rosso Mosso, Vino Spumante rosso Extra Dry, Alois Lageder. Prezzo: sui 15 €.

Alla vista, perlage fine, con fontanella non molto persistente; colore rubino scarico ma brillante. Al naso, bel bouquet fruttato da cui emergono appunti frutti di bosco, con un accenno vegetale, di rabarbaro. In bocca, sapido, succoso, molto equilibrato nella sua fresca vivacità: veramente piacevole.

Abbinamenti. Pensato come un vino da...apericena, dunque con focacce, pizzette e così via, si accompagna bene anche a salumi tirolesi, come lo Speck, o friulani, come i prosciutti di San Daniele e di Cormons (leggermente affumicato). Poi, verdure e carne alla griglia e piatti asiatici come gli Yakitori (spiedini giapponesi di pollo alla brace) e i Gyoza, anch’essi tipici del Sol Levante (ravioli ripieni di carne e verdure aromatizzate, cotti prima in padella e poi al vapore e serviti con una salsa orientale in cui intingerli).

Info. Tenuta Alois Lageder, Magré sulla Strada del Vino (Bolzano), tel. 0471.809500, aloislageder.eu (per la degustazione e acquisto, se in loco, ci si può rivolgere alla Vineria Paradeis, via Casòn Hirschprunn 1, Magrè, tel. 0471.809580).

 

Dosio, vigneti di alta collina a La Morra, nelle Langhe, produce quattro Baroli, un Barbaresco e poi Nebbiolo, Barbera Superiore, Dolcetto, per nominare solo alcuni rossi (ma sono da provare anche i bianchi Langhe Riesling  e Roero Arneis. Ne parliamo più approfonditamente? 

E invece no. Siamo in estate, quindi ci concentriamo su un rosso più comune, quello piemontese per antonomasia: la Barbera. Non la Superiore, ma una nuova, apparentemente più basic. Concepita per dare il meglio di sé con le calure, essendo gustabile anche a 14°, o addirittura a 12°.

Le sue uve sono coltivate sulla storica collina di Serradenari, 500 metri s.l.m.: significa acidità naturale, freschezza e dinamicità che si trasmettono nel vino ottenuto con fermentazione e maturazione in tini d’acciaio, senza ombra di legno, per meglio valorizzare le potenzialità del frutto. Accanto alla cantina e ai vigneti c’è un relais, sempre di proprietà, l’Antica Dimora Dosio, per sostare  e godere  del panorama langarolo e della sua atmosfera un po’ rarefatta. E da essa prende il nome, appunto:

La Dimora, Barbera d’Alba Doc 2025, Dosio. Prezzo: sui 15 € (in enoteca).  

Alla vista, bel colore rosso rubino con riflessi violetti. All’olfatto, marasca, ciliegia, lampone e altri piccoli frutti di bosco. In bocca, secco, fresco, anche corposo, ma ben bilanciato dall’acidità naturale: scorrevole e gustoso, in due parole.

Abbinamenti. Antipasti: Vitel tonné; Salame cotto; Pancetta arrotolata; Lardo di Colonnata. Ravioli del plin con burro e salvia, risotto con le spugnole o i porcini fra i primi. Fra i secondi: Arrosto di vitello; Tagliata di manzo; poi formaggi di media stagionatura come Raschera e Fontina valdostana. Anche con una saporita pizza: alla diavola per esempio, o con salsiccia e friarielli, o con Mortadella al pistacchio e burrata.

Info. Dosio Vigneti, regione Serradenari 6, La Morra (Cuneo), tel. 0173.50677, dosiovigneti.com 





 


lunedì 20 marzo 2017

Le prime somme dopo vent'anni di Summa. A Magrè va in scena l'antiVinitaly (ma non bisogna dirlo)

Casòn Hirschprunn, una delle tenute di Lageder a Magrè, dove si svolge Summa.
Summa ha 20 anni e l’ha proclamato da Milano al mondo suonando la Trombetta. Gioco di parole fin troppo facile, ma psicologicamente veritiero.
È una manifestazione vinicola promossa dal produttore altoatesino Alois Lageder (pronuncia: àlois laghéder), che si svolge in concomitanza o quasi col blasonato ed enorme Vinitaly: quest’anno, dal 9 al 12 aprile, come sempre a Verona; mentre Summa si terrà nel piccolo borgo di Magrè (Margreid, in tedesco), con un pranzo inaugurale la sera dell’8 e lungo la giornata di domenica 9 aprile.
Il 9 marzo Alois Lageder, con il figlio Alois Clemens, ha annunciato il programma di Summa dai tavoli della Trattoria Trombetta (www.trattoriatrombetta.eu),  accanto a vignaioli amici come Alberto di Grésy (Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy), Lorenza Sebasti Pallanti (Castello di Ama), e il padrone di casa Giancarlo Morelli, noto per il suo ristorante stellato di Seregno, Pomiroeu. I Lageder non avevano e non hanno
Alois Lageder in cantina.
intenti polemici nei confronti di Vinitaly, il loro suono di tromba è apparentemente flebile, ma la polemica è nei fatti. Non si è voluto più avere una folla spesso indistinta nel proprio stand, ma una situazione più tranquilla, garantita dagli inviti selezionati (e dall’alto prezzo di partecipazione per visitatori esterni).
Vent’anni costituiscono una bella ricorrenza. Dal Quintet dell’inizio (solo 5 produttori invitati) fino al Summa, a partire dal 2004, via via con un allargamento, ma anche un ricambio di produttori presenti, per i Lageder ha assunto il doppio significato di totalità e di sintesi essenziale, insumma punto d’incontro fra i vignaioli “migliori” della produzione non solo italiana ma anche europea. E amici. Non solo biologici e biodinamici (Lageder è un precursore del vino biodinamico in Italia e novello presidente di Demeter Italia), ma che “semplicemente” dimostrino di lavorare bene e di avere in testa l’importanza di una produzione ecologica.
Almeno una settantina i vignaioli presenti, al momento preannunciati circa 40 italiani, 13 tedeschi, 10 austriaci, 4 francesi (tre dalla Champagne) e un rappresentate anche da Kazakhstan, Nuova Zelanda e Usa.
La novità di questa ventesima edizione è il Walking Wine Dinner, sabato sera 8 aprile, chiamato Sette premium chef per Summa, in un salone della Tenuta Lageder, in partnership con i produttori partecipanti, e con Care’s – The Ethical Chef Days, progetto ideato da Norbert Niederkofler, del St. Hubertus, il ristorante del Rosa Alpina Hotel di San Cassiano. In pratica sette cuochi di fama internazionale come Giancarlo Morelli, Anatoly Kazakov (White Rabbit di Mosca), i fratelli Christian e Manuel Costardi (Hotel Cinzia, Vercelli), lo stesso Niederkofler, Thorsten Probost (Burg Vital Resort, Oberlech, Austria), YojiTokuyoshi (omonimo ristorante di Milano) e la squadra di Hannah & Elia (da tempo partner di Summa) cucineranno per gli ospiti i loro piatti, con occhio attento alla stagionalità e alle loro regioni. Ovvio, forse, ma non per questo meno importante, l’abbinamento con i vini dei vignaioli presenti quest’anno, con un’imponente selezione di loro bottiglie.
Sono comunque attese parecchie centinaia di persone per la giornata di domenica e per questo i Lageder oltre alle consuete sale e cortili della Tenuta Löwengang hanno aperto per la prima volta anche i saloni storici del palazzo Tòr e quelli del vicino Casòn Hirschprunn. In questi ambienti saranno
distribuiti i banchi dei vignaioli, in una situazione in cui si potrà non solo degustare, ma chiacchierare estesamente con loro per conoscerli meglio. Presenti anche una trentina di produttori gastronomici d’élite.
Fra i produttori di vino italiani, Anselmi (Veneto), La Raia (Piemonte), Le Macchiole (Toscana), Fattoria di Fiorano (Lazio), Grosjean (Val d’Aosta), Montevertine (Toscana), Nino Franco (Veneto), Tormaresca (Puglia), Triacca (Lombardia), solo per citarne alcuni.
Previste seminari, visite guidate alla cantina e ai vigneti, degustazioni verticali, fra cui quella del Cor Römigberg di Lageder, un Cabernet Sauvignon (e Petit Verdot, in piccola percentuale), solitamente caldo e potente. Fra i vini più apprezzabili di Lageder, distribuiti sulle tre linee I Classici, Le Selezioni Terroir e I Masi (oltre trenta etichette, 1,5 milioni di bottiglie), sceglierei il Merlot MCM, il Pinot nero Krafuss, il Casòn Rosso (uvaggio di Lagrein, Merlot e Cabernet); i bianchi Riesling Rain, Chardonnay Löwengang e il Moscato giallo Vogelmaier.

Info. Summa: a Magrè (Bolzano), Tenute Alois Lageder. L’8 aprile, Walking Wine Dinner dalle 19 (prezzo: 190 € a persona). Il 9 aprile, biglietto d’ingresso alla manifestazione (orario: 10-18), 80 € a persona (per operatori del settore, 30 €), di cui 10 devoluti alla Onlus Casa della solidarietà di Bressanone. Iscrizioni e pagamenti on-line al sito www.summa-al.eu. Tel. 0471.809501.

martedì 1 aprile 2014

VINITALY 2 / Lageder fa la Summa e brinda coi vignaioli d’eccellenza amici della biodinamica

Da Lageder, vini dinamici...

Non ci va proprio al Vinitaly, Alois Lageder, neanche quest’anno. Ma mette a disposizione dei suoi invitati presenti a Verona, un pullman che li porta dalla Fiera fino a Magrè (Bolzano) dove, sabato 5 e domenica 6 aprile, nella sua sede di Casòn Hirschprunn, si svolge la kermesse alternativa intitolata Summa (www.summa-al.eu). Convegni, degustazioni di vini, di oli d’oliva pregiati, visite in cantina e fra i vigneti, pranzi e cene nel ristorante della tenuta, la Vineria Paradeis (buono, tipico, cucina realizzata con prodotti bio e possibilità di degustazioni e acquisto vini. Aperto dalle 10 alle 20 – fino ad aprile, alle 18,30). E una sfilata di produttori amici, in parte seguaci del biologico e della biodinamica, provenienti, oltre che dal resto d’Italia, da Austria, Germania, Francia, Portogallo, Usa e Nuova Zelanda.
Un'immagine di Summa 2013
Si tratta, per altro, di un vero e proprio green event, realizzato cioè secondo criteri ecologici e sostenibili per l’ambiente. In coerenza con tutta la filosofia che da una ventina d’anni a questa parte guida l’azione di Alois (il nome si pronuncia: àlois). La cantina e la sede amministrativa di questa azienda di famiglia che risale al 1823, sono state rifatte a metà degli anni Novanta, all’interno della storica tenuta Löwengang, secondo i criteri della bioarchitettura e con sistemi energetici all’avanguardia: legno e vetro, i materiali principali, coperture rivolte a sud per alimentare col sole gli impianti fotovoltaici  e una torre di vinificazione circolare, profonda 17 metri. Grazie al dislivello, le uve vengono vinificate rinunciando quasi completamente all’uso di pompe, utilizzando la sola forza di gravità. I grandi fermentini sono disposti in cerchio intorno alla torre, evitando lunghi tragitti di trasporto, in modo da non violentare in alcun modo l’uva e il mosto.  “Un buon vino, però”, ammonisce Lageder, “non nasce in cantina, ma nel vigneto”.  Ed ecco che la questione principale si sposta nei campi. Qui ormai la coltivazione è al 95% biodinamica, anche se le uve di proprietà non sono sufficienti e allora se ne acquistano da viticoltori di fiducia, non tutti però votati al biologico.
MCMXCIX (1999): un grande Merlot
Sono due le linee vinicole aziendali. La Alois Lageder, 1,2 milioni di bottiglie, utilizza in parte le uve a coltivazione biodinamica dei propri vigneti, ma anche quelle dei viticoltori convenzionati, con i quali vengono concordati precisi criteri di qualità e di rispetto della natura e dell’ambiente. Sono bianchi, rossi e rosati della Bassa atesina, monovitigni e cru, e i cosidetti Beta Delta: Pinot grigio-Chardonnay e Lagrein-Merlot, uvaggi biodinamici studiati per ottenere un’integrazione perfetta fra due uve differenti. Fra gli altri vini più interessanti, l’Apollonia Pinot nero, (il primo vino biodinamico fatto solo con le uve dei contadini conferenti), il corposo e minerale Heberle Pinot bianco, il tipico Lehen Sauvignon e il Vogelmaier, un Moscato giallo, che restituisce tutti i profumi tipici del vitigno, ma che in bocca è comunque piuttosto secco.
La linea Tenutae Lageder (260mila bottiglie) riguarda vini ottenuti prevalentemente con uve di proprietà. Si tratta di 12 cru, cinque bianchi e sette rossi. Val la pena di segnalare almeno lo splendido Am Sand Gewürztraminer, profumato, ovviamente, ma piuttosto secco, lo Chardonnay Löwengang, che si affina sui propri lieviti in piccoli fusti di legno; il Pinot nero Krafuss; l’MCM Merlot, vinificato solo nelle annate migliori, con uve selezionate del vigneto di merlot Pungll, il più antico della proprietà.

Vini in degustazione alla Vineria Paradeis, nel Casòn Hirschprunn
 Infine, ma non certo ultimo, il Cor Römigberg, un Cabernet Sauvignon (e Petit verdot) da uve che crescono appunto nel cuore del vigneto Römigberg. Di grande corpo ed eleganza, (bio)dinamico non solo nel senso agricolo e filosofico del termine, ma del potenziale d’invecchiamento: oltre i dieci anni.
Info: Alois Lageder, Tòr Löwengang, Magrè (Bolzano), tel. 0471.809550, aloislageder.eu.