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venerdì 3 giugno 2016

20 anni di cucina "di montagna" al St. Hubertus: quando la creatività è figlia di NN (Norbert Niederkofler)


Norbert Niedekofler e la sua brigata di cucina (Foto di Daniel Töchterle)


Vent’anni fa un cuoco giovane, felice e semisconosciuto iniziava un’avventura professionale in montagna. Era il 1996 e l’allora 35enne Norbert Niederkofler diventava chef di un albergo già noto, il Rosa Alpina di San Cassiano (Bolzano), dotato di una magnifica…pizzeria. Ma non era per sfornare margherite e calzoni che Paul e suo figlio Hugo Pizzinini l’avevano strappato al Castel Colz di La Villa. Norbert, dopo la scuola alberghiera in Germania, aveva già lavorato nelle cucine di rinomati locali di Londra, Zurigo, Milano, Monaco e New York. Ma aveva voglia di applicare i molti insegnamenti ricevuti e la sua creatività in espansione alla cucina montana, da cui avrebbe tratto una filosofia cucinaria, che lui chiama: Cook the Mountain. Detto fatto? Non proprio. 
Risotto al pino mugo con petto
di faraona affumicato
C’era da trasformare la pizzeria in un locale adeguato alle ambizioni, elegante, che facesse da degna cornice ai progetti di Norbert, sostenuti e voluti dai Pizzinini. E questo fu fatto. Seguì poi la battaglia quotidiana per conquistare pubblico e critica: piatti creativi, che in realtà affondavano le loro radici in antiche ricette, valorizzando in toto i prodotti della montagna, dai più semplici ai più inusuali. Basta scorrere un libro fondamentale di Norbert, St. Hubertus e i sapori delle Dolomiti, uscito nel 2006 per le edizioni Gribaudo, per rendersene conto.
Il salmerino cotto sui fiori di camonilla, con crema di ortiche e olio di carota; la trota cotta al vapore di un infuso d’erbe di montagna; lo stinco di vitello (un classico altoatesino) che finisce su un letto di delicata crema d’aglio, ma accompagnato da un astice con erbe aromatiche; la spalla di capriolo, in simbiosi con cavolo rosso, spatzle e kumquat canditi. E si potrebbe continuare. Ogni anno, dei piatti nuovi, per vent’anni. E intanto arrivavano le stelle Michelin, nel 2000 la prima, nel 2007 la seconda.
Cenare al St. Hubertus è sempre un’esperienza indimenticabile. Certo bisogna mettere in bilancio un conto che parte all’incirca dai 95 € e può approdare sui 190 €, secondo i piatti o i menu scelti. Addirittura 200 € costa il menu dei vent’anni. Ma può valerne davvero la pena.
Fino al 20 giugno, per festeggiare appunto i vent’anni del St. Hubertus e della cucina di Norbert Niederkofler, è possibile provare in una sola sequenza, con un menu speciale, i piatti del ventennio, uno
Enrosadira
per ogni anno. 20 piatti iconici, lo si può ben dire, per ripercorrere in un'unica cena la filosofia di Norbert, del Cook the Mountain, cucinare la montagna. E, filosofeggiando, godere.
Quali sono i piatti di questo menu irripetibile? Si va dai Tagliolini con rapa bianca, tartufo nero di Norcia e rucola del 1996 al Salmerino & cavoli del 2016, passando dal Filetto di bue e sedano rapa in crosta di sale e fieno, dal Risotto con wasabi e anguilla affumicata, dal Vitello tonnato St. Hubertus. E, ancora, Carpaccio di scampi con vinaigrette di finocchio e melone, Tortellini ripieni con zabaione di porcini e olio di abete, fino al dolce Enrosadira (nome del fenomeno naturale che all’alba e al tramonto colora di rosa le Dolomiti).
Che dire di più? In ladino, Bon apetito
Info. Ristorante St. Hubertus, c/o Hotel Rosa Alpina, strada Micurà de Rue 24, San Cassiano (Alta Badia, Bolzano), tel. 0471.849500; www.rosalpina.it/it/ristorante-stellato-michelin.htm. Chiuso martedì, aperto solo la sera.

Una ricetta di Norbert Niederkofler per i 20 anni del St. Hubertus:


SOLO POMODORO (2006)
Ingredienti per 4 persone
Per la bruschetta
1 peperone giallo, 1 peperone rosso, 1 gambo di sedano, 2 pomodori cuore di bue da 100 gr, 
30 gr olive taggiasche, 150 gr di pane toscano, 50 gr acciughe sott’olio
Per il pesto
50 gr basilico, 5 gr pinoli, 2 dl di olio extravergine di oliva, 5 gr capperi dissalati
Per il Guacamole
2 avocado, 1 lime, peperoncino, 2 fette di pancarrè, 50 gr di burro chiarificato, 
60 gr di buratta, 150 gr di pomodori San Marzano, 5 gr zenzero fresco, 1 spicchio d’aglio,
5 chips di pomodoro per decorare
Per la zuppetta
200 gr di pomodorini ciliegia, 1 dl di latte fresco intero, 100 gr di panna, 1 uovo, 1 cl di Kirsch, 
60 gr di Parmigiano, 50 gr anguria
Per l’insalata
10 pomodori datterino, 1 cipollotto fresco, 5 mandorle fresche

Preparate la bruschetta. Pestare in un mortaio gli ingredienti per il pesto e conservare in frigorifero. Tagliare il pane toscano a fette di 1 cm, tostarlo leggermente e rifilare le fette ottenendo dei rettangoli di 2 cm per 5. Tritare finemente olive, acciughe e capperi; aggiungere l’olio di oliva e spalmare tutto sulle 4 fette di pane. Pelare il sedano e i peperoni, tagliarli in brunoise (cubetti molto piccoli) e saltarli brevemente. Pelare i cuore di bue, togliere i semi e tagliarli delle stesse dimensioni del pane. Fare una striscia di pesto sul piatto, posarvi il pane, sopra il pomodoro e terminare con la brunoise.
Preparate il Guacamole. Sbollentare i pomodori San Marzano, pelarli, togliere i semi e farne una brunoise. Posizionarli in una teglia bassa, aggiungervi olio d’oliva, zenzero grattugiato e aglio e cuocerli in forno a 120°C per 1 ora e mezza.
Tagliare il pancarré a 3 mm di spessore e, con un coppa pasta, ricavarne dei cerchi di 3 cm di diametro. Spennellare con burro fuso e cuocere in forno a 140°C per 16 minuti. Schiacciare la polpa dell’avocado con una forchetta e aggiungere il succo di lime, sale e peperoncino. Mettere un cucchiaio di Guacamole sul piatto, sopra il cerchio di pancarré e i pomodori San Marzano. Terminare con una quenelle di burrata e le chips di pomodoro.
Preparate la zuppetta. Far bollire il latte e la panna, lasciare intiepidire e aggiungere l’uovo sbattendo con la frusta. Riportare alla temperatura di 80°C, aggiungere il sale, lo zucchero, il Parmigiano e il Kirsch, versare in un boccale di pacojet (pacojet è un sistema brevettato e prodotto dall'omonima ditta svizzera: un particolare frullatore che permette di ottenere una purea fine alla temperatura di un normale gelato, partendo da ingredienti congelati, ndr) e congelare. Al momento di servire passare al pacojet.
Frullare i pomodorini con sale, pepe e zucchero, passare al colino chinois e aggiungervi l’anguria tagliata a dadini. Versare la zuppetta in un piccolo bicchiere e posarvi in superficie una quenelle di gelato al parmigiano.
Preparate l’insalata. Tagliare i pomodori datterino in quattro, aggiungervi le mandorle tagliate a spicchi e il cipollotto tagliato molto finemente. Marinare tutto con olio di oliva e sale.

Componete infine il piatto. Per presentarlo al meglio, sarebbe ideale utilizzare un piatto rettangolare. Posare la bruschetta sulla sinistra, come indicato nella ricetta. Al centro il Guacamole e, sulla sinistra, comporre l’insalata utilizzando gli ingredienti indicati. Servire a parte la zuppetta.

venerdì 18 dicembre 2015

Sapori alti in Alta Badia / Sciare con gusto fino ad aprile con gli chef del Sud (Tirolo e Italia)




Lingue bianche serpeggiano e poi si biforcano attraverso terreni desolatamente marroncini. Eppure il paesaggio, illuminato dal sole alto nel cielo blu, è ugualmente suggestivo. Straniante, magari. Mentre si scia su piste perfettamente innevate, lunghe, larghe, goduriose, si sente che qualcosa stona. Ma è un momento, poi ci si tuffa all’ingiù, fino al prossimo impianto di risalita. In attesa che scenda la “vera” neve, i cannoni notturni fanno il loro dovere, spruzzando migliaia di litri d’acqua che subito diventa candida coltre.

Zuppa di vino con crostini alle erbe
salmerino marinato, di Norbert Niederkofler
In vista dell’immancabile invasione natalizia e poi delle settimane bianche del nuovo anno, si possono già provare emozioni diverse in Alta Badia. Variegate. Corvara, Colfosco, San Cassiano, La Villa non sono nomi famosi solo per lo sci alpino, ma anche per l’alto tasso di qualità gastronomica. Lo garantiscono le due stelle Michelin del St. Hubertus, ristorante dell’Hotel Rosa Alpina di San Cassiano – chef Norbert Niederkofler; nonché le stelle singole de La Siriola, dell’Hotel Ciasa Salares, sempre a San Cassiano – chef Matteo Metullio (26 anni, il più giovane “stellato” d’Italia); e de La Stua de Michil dell’Hotel La Perla di Corvara – ai fornelli Nicola Laera. Ma, forse ancor più, una buona gastronomia diffusa in ristorantini, trattorie, stue, utie, rifugi, basata sulla tradizione ladina e altoatesina più in generale. Anzi sudtirolese.
Perché quest’anno in Alta Badia è di moda il Sud gastronomico. Quindi il Sud Tirolo affiancato al Sud Italia. Sciare con gusto è la manifestazione che permette durante tutta la stagione invernale (fino al 3 aprile 2016) di scendere lungo le piste dell’Alta Badia e di fermarsi a gustare un piatto di un grande chef in una baita: 14 chef per 14 baite (che già propongono per conto loro una cucina caratteristica e a volte persino innovativa). I cuochi sono per un terzo altoatesini e per due terzi del Meridione. E ognuno di loro presenta una ricetta a base di prodotti tipici del suo territorio, magari creata per l’occasione. In abbinamento, vini del Sud con i piatti del Nord e viceversa.
Un primo assaggio si è avuto il 13 dicembre scorso, con la manifestazione Gourmet Skisafari. Complici le piste perfettamente innevate, il sole caldo che permetteva di mangiare sulle varie terrazze dei rifugi, si è esibita una prima valanga di cuochi. A cominciare dai tre stellati dell’Alta Badia. Così Norbert
Linguine al limone, cozze, bottarga
e pane di Agerola, diA. Vanlangenaeker
Niederkofler ha presentato a Col Alt la sua sapida zuppa di vino con crostini alle erbe, salmerino marinato su bruschetta di patate; l’abbinamento, assai singolare ma interessante è stato con un vino siciliano: il Pithos Bianco di Cos, un Grecanico in purezza, fermentato sulle bucce in anfore di terracotta. Mentre un Pinot bianco altoatesino ha fatto matrimonio d’amore con un piatto di Alois Vanlangenaeker, che, a dispetto del nome (belga) dirige i fornelli dello Zass dell’Hotel San Pietro di Positano, sulla Costiera Amalfitana. Perfetta sintesi di sapori meridionali: linguine al limone con cozze, bottarga e pezzettini di pane di Agerola (località “di montagna”, a 600 m s.l.m, sopra la Costiera).  Si possono gustare alla Utia de Bioch.
Qualche altro esempio goloso. All’Utia Bamby Nicola Laera (della Stua de Michil) propone una commistione: tagliatelle di puccia alla genovese (una salsa napoletana) di manzo del proprio maso, con veli di ricotta pugliese stagionata in grotta. Per bagnarsi l’ugola, Salice Salentino Riserva. Imperdibili anche i tortelli di caprino, purè di rape rosse, arachidi e ragù di maialino da latte al Piz Arlara, opera di Matteo Metullio de La Siriola, abbinati a un Nerello Mascalese siciliano. Nino di Costanzo giovane chef già “stellato” in un ristorante di Ischia, ora battitore libero in giro per la Penisola, propone invece il suo straordinario uovo, porcini, frisella e taleggio di bufala al Club Moritzino, con un  profumato Pinot grigio altoatesino. Ancora, Chris Oberhammer del ristorante Tilia di Dobbiaco cucina un saporito ed elegante orzotto del molino di Villabassa con maialino nostrano e maggiorana all’Utia Pic’ Prè. E così via. Mangiando e sciando. Fino ad aprile.

INFO. www.altabadia.org Prezzi dei piatti: 14-25 €.
I ristoranti stellati della Val Badia: St. Hubertus (Hotel Rosa Alpina di San Cassiano), www.rosalpina.it/it/ristorante-st-hubertus.htm ; La Siriola (Hotel Ciasa Salares di San Cassiano), www.ciasasalares.it/it/ristorante-la-siriola.html ;  La Stua de Michil (Hotel La Perla di Corvara), www.hotel-laperla.it/it/ristori/la-stüa-de-michil/142-9792.html
Gli altri chef del gruppo Noi del Sud/Sciare con gusto: Heinrich Schneider (Terra, Val Sarentino), Pino Cuttaia (La Madia, Licata), Angelo Sabatelli (omonimo locale, Monopoli), Gennaro Esposito (Torre del saracino, Vico Equense), Filippo La Mantia (idem, Palermo/Milano), Antonella Ricci e Vinod Sookar (Al Fornello da Ricci, Ceglie Messapica), Marianna Vitale (Sud, Quarto), Ernesto Iaccarino ( Don Alfonso, Sant’Agata sui Due Golfi).
ALTRE MANIFESTAZIONI. Il 20 e 21 dicembre in occasione delle due gare di coppa del mondo di sci (Slalom Gigante e Gigante parallelo) sulla pista della Gran Risa, che si snoda in una pineta del Piz La Ila, Leitner ropeways VIP Lounge: i due chef stellati Gerhard Wieser e Martin Obermarzoner, rispettivamente della Trenkerstube e del Jasmin, propongono i loro piatti.
Il 28 dicembre Joe Bastianich al Club Moritzino (a 2000 m.) suonerà e canterà, mentre un sommelier presenterà i vini della Bastianich Winery (evento aperto). All’Hotel La Perla il 27 alle 16 (su prenotazione e a pagamento) sempre Bastianich presenta i suoi vini e altri che predilige, in degustazione.
Il 20 marzo 2016, dalle 10 alle 15,30, De dl vin Wine Skisafari, degustazione di vini selezionati dell’Alto Adige nei rifugi Bioch, I Tablà, Piz Arlara e Pralongià (30 €). Il 25 febbraio, il 3 e 10 marzo, Sommelier in pista: una guida sciistica e sommelier accompagna i partecipanti sulle piste, sostando con loro nei vari rifugi per illustrare le caratteristiche di alcuni vini particolari dell’Alto Adige (prezzo: 15 €).