lunedì 22 giugno 2026

Bianco o rosato? Rosso o aranciato? Ecco I magnifici 7 per l’estate, dalle Alpi all'Etna, dal Piemonte all'Alsazia

 

Vigne al tramonto.

Bianco, rosato, rosso: sono questi i colori classici del vino, con tutte le sfumature possibili. La più originale delle quali è probabilmente l’arancio. Con un’apparente stranezza. Anzi due. Che gli Orange Wines in realtà derivano da uve bianche. E che, a volte, sono più “bianchi” che...orange.

Ecco dunque alcune proposte per l’estate, ma anche per ben oltre. Qualcuno potrebbe stupirsi che vi siano inclusi anche un paio di rossi. Si tratta però di vini particolari e comunque, parlando in generale, i rossi non eccessivamente tannici sopportano bene una temperatura di servizio più bassa dei canonici 18°, anzi sono spesso più apprezzabili se bevuti freschi.

 

Un bianco...aranciato (ma non nel colore!)

Lidris Zal, radice gialla in friulano, si riferisce, ma solo simbolicamente, al rafano, la radice piccante tipica del Nord-Est. Infatti il vino non ne ha i sentori, mentre invece rimanda a toni fruttati, agrumati in particolare. È un bianco non flirtato, dunque leggermente velato nel suo bel colore dorato con riflessi ambrati (se fossero più accentuati si parlerebbe quindi di un orange). 

Il vino è fatto con la stessa tecnica di un aranciato, ma tenendo per così dire il piede sul freno. Le uve Friulano (50%), Ribolla gialla (30%) e Malvasia (20%) vengono vinificate lentamente con una macerazione delle bucce di una quarantina di giorni, a 14° e fermentazione spontanea grazie all’uso di lieviti indigeni. Poi viene imbottigliato per un affinamento di circa 6 mesi nel vetro. Niente botti o anfore dunque, perché Lidris Zal è stato pensato “come un macerato di primo approccio”, di facile comprensione e versatile nell’abbinamento. Lo producono i fratelli Cecchetto nella loro azienda Aganis, dei Colli orientali del Friuli.

Lidris Zal, Bianco non filtrato, Venezia Giulia Igt  2024, AganisPrezzo: 19 € (in enoteca)

All’occhio, giallo dorato con decisi riflessi ambrati; al naso, frutta matura, anche disidratata, come mango, albicocca, arancia, erbe officinali, spezie dolci. In bocca, sapido, profondo, con sentori tannici vellutati, finale lungo e “minerale”.

Abbinamenti. Spaghetti coi lupini, acciughe sott’olio e bottarga; Risotto alla pescatora; Bouillabaisse. Fra i secondi: Fritto misto di pesce; Baccalà mantecato; formaggi erborinati; piatti asiatici, come Pollo Kung Pao e Ramen speziato.

Info. Aganis, via Cocul 2, Treppo Grande (Udine), tel. 0422.855885, www.aganis.wine 

 

Bollicine in rosa

L’Incrocio Manzoni Rosa 1.50 è un vitigno raro ottenuto dall’unione fra Trebbiano romagnolo e Traminer aromatico (1,50 segnala la parcella agricola o la posizione progressiva registrata a suo tempo in un apposito quaderno). Luigi Manzoni è stato uno storico genetista della Scuola enologica di Conegliano Veneto; creò questo, come altri incroci viticoli, negli anni Venti del Novecento. 

Le bucce delle uve sono proprio rosate e da esse il vino prende il colore dopo una macerazione di circa otto ore. I vigneti sono coltivati secondo l’altrettanto raro sistema di coltivazione detto a Bellussera, con alti pali di sostegno a raggera, collegati da fili di ferro con quattro viti per ognuno, che si espandono verso l’alto. Storicamente, era stato adottato per coltivare nell’ampio spazio al di sotto foraggio e ortaggi. La Bellussera da una decina anni è stato riportato in auge per alcuni vini prodotti dall’azienda trevigiana Ca’ di Rajo. 

Dopo la macerazione e la trasformazione in vino fermo si procede alla presa di spuma in autoclave per circa due mesi. Ne risulta uno spumante con un residuo zuccherino di 11 ÷ 14 grammi/litro e una

gradazione alcolica moderata, di 11°.

Manzoni Rosa Spumante Extra Dry, Ca’ di RajoPrezzo: 9,50 €.

Rosa tenue, ma brillante alla vista; all’olfatto delicato, aromatico con sentori di lampone, agrumi, rosa appassita e frutta matura; al palato, fresco, morbido con un accenno abboccato all’inizio, che si fa sapido sul finale, con il sorso più asciutto e un ritorno delle sensazioni agrumate.

Abbinamenti. Eccellente vino da aperitivo con stuzzichini, accompagna degnamente antipasti come gli involtini di melanzane con olive, mozzarella, basilico e salsa di pomodoro; o una tartare di avocado e barbabietole; o, ancora, un piatto di salumi di sapore “delicato”, come la Mortadella Bologna, il Prosciutto cotto o la Culatta. Fra i primi o piatti unici: Pizza farcita con formaggi freschi; Trofie con zucchine e gamberi; Linguine alle cozze e fiori di zucchina. Fra i secondi: Pesce spada con olive, capperi, passata di pomodoro leggera e origano; Orata al cartoccio; Insalata di polpo.

Info. Ca’ di Rajo, via del Carmine 2/2, San Polo di Piave (Treviso), tel. 0422.855885, cadirajo.it 

 


Salmone brillante è la tonalità del Crémant d’Alsace Rosé del Domaine Reyser. Da uve 100% Pinot noir, coltivate biologicamente ed elaborato secondo il metodo champenois. E maturato sui lieviti per ben tre anni (i Crémant francesi possono sostare in bottiglia per la presa di spuma anche solo 9 mesi). La maison è stata fondata nel 1963 da Hubert e dal 2007 è guidata dal figlio Lionel - studi in biologia e ambiente. Quindici ettari di terreno sono coltivati in agricoltura biologica, un decimo dei quali sono situati sul Grand cru Steinklotz di Marlenheim. Un’azienda vitivinicola strettamente familiare e di gran qualità.

Crémant d’Alsace Aoc brut rosé, Domaine Hubert ReyserPrezzo: 18-20 €.

Rosa salmone, con perlage fine; al naso, netti sentori di melograno e fragoline di bosco e, più tenui, di lime. In bocca, secco, croccante, fresco, sapido con un finale leggermente ma piacevolmente amarognolo. 

Abbinamenti. Buon aperitivo; particolarmente adatto ad antipasti di crudité marine, piatti di pesce non troppo salsati, crostacei crudi e cotti: fra gli altri, Blini con uova di salmone; Penne alla crema di scampi; Risotto alle cozze e gamberi. 

InfoDomaine Hubert Reyser, 26 rue de la Chapelle, Nordheim, Francia, tel. 0033 (0)695104622, www.domainereyser.com (distribuito in Italia da Ca’ di Rajo).

 


“Profondità espressiva e freschezza alpina”: ecco una sintesi azzeccata per il Lagrein Rosé dell’altoatesina cantina Hofstätter. I terreni viticoli della zona di Termeno (dove ha i suoi vitigni la tenuta) sono argillosi, ma anche ghiaiosi e sabbiosi ed è qui che vengono coltivare le uve Lagrein che, nel caso specifico, e in certe annate vengono mixate con piccole percentuali di Merlot. Dopo la vendemmia gli acini sono lasciati macerare a freddo sulle loro bucce per una giornata, onde estrarne le sostanze coloranti: daranno al vino il suo caratteristico colore rosato. 

La fermentazione e maturazione successive hanno luogo in tini d’acciaio inox per circa cinque mesi; segue un breve affinamento del vino in bottiglia.

Lagrein Rosé Alto Adige Doc 2025, J. Hofstätter. Prezzo: 12,50 €.                   

Rosa intenso brillante tendente al lampone; al naso, sentori di ciliegia, frutti di bosco, di fiori ed erbe montane. Al palato, fresco e vibrante, bilanciato da sensazioni vellutate; di succosa persistenza.

Abbinamenti. Tartare di gamberi; Carpaccio di salmone, fra gli antipasti. Primi piatti: Risotto ai gamberi rossi e lamponi; Penne ai fiori di zucca e pepe rosa. Secondi: Trota salmonata al cartoccio; Coniglio in umido; Pollo tandoori; Scaloppine al vino rosato; Galletto al forno.

Info. J. Hofstätter, piazza del Municipio 7, Termeno (Bolzano), tel. 0471.850161, www.hofstatter.com

 

Mille anime sul versante orientale dell’Etna: il paese di Milo si trova sospeso a 750 metri fra il mare e il vulcano. Microclima ideale per la coltivazione delle viti, che allignano in terreni costituiti da un mix di materiale organico e di ceneri laviche: gli sbalzi termici fra giorno e notte possono spingersi fino a 20°, favorendo lo sviluppo di sapori e profumi nelle uve.

Cantine Iuppa coltiva le sue viti su sette ettari, con metodo biologico, dando la prevalenza a quelle di tradizione, come Carricante, Catarratto e i due Nerello, Cappuccio e Mascalese. Da quest’ultimo, in contrada Salice, nasce il rosato Ata. Subito dopo la vendemmia settembrina del Mascalese in purezza i grappoli interi vengono passati alla pressa soffice; il mosto si separa per decantazione statica a freddo e la fermentazione, dopo la separazione delle bucce che hanno conferito il colore tipico, ha luogo in tini d’acciaio alla temperatura controllata di circa 15°. Il vino matura lentamente, sempre in acciaio e si affina poi nel vetro. 

Ata, Etna rosato Doc 2024, Cantine IuppaPrezzo: 23,50 €.

Il colore è un bel rosa tenue – buccia d cipolla, che ricorda quello di molti provenzali. I profumi sono floreali (petali di rosa su tutti) uniti ai fruttati: lamponi, fragoline, ciliegie, con qualche sentore minerale. In bocca: fresco, elegante e sapido, anche agrumato e minerale.

Abbinamenti. Carpaccio di ricciola; ostriche e crudité marine; caponatina di melanzane fra gli antipasti. Primi: Busiate al pesto trapanese; Spaghetti cozze e vongole con pomodoro. Secondi: Cous cous di pesce; Gamberi alla griglia; Coniglio alle erbe.

Info. Cantine Iuppa, via Salice 27, Milo (Catania), tel. 095.7210583, cantineiuppa.it


 

Rossi in una sera d’estate

Troppi segreti per il gusto di chi scrive. Ma il vino, ciononostante, è gustoso. E allora? 

Vediamo. L’hanno chiamato Rosso Mosso Helena e Alois Clemens, figli di Alois Lageder dell’omonima cantina altoatesina, vocata da sempre all’agricoltura biologica-biodinamica. 

Bollicine fini e continue e accenni di tannini. Ma di quali vini è composta la cuvée? Di quali annate? Non si sa. Segreti di stato; pardon, di famiglia. E di cantina. Vitigni a bacca rossa, questo è certo, probabilmente con la presenza di Lagrein e/o Schiava, conferite da viticoltori di fiducia di bassa e media collina, per quello che viene definito in maniera sbarazzina come un “mix selvaggio”.

Si tratta comunque di un rosso brut spumantizzato con il metodo Charmat (o Martinotti che dir si voglia), pensato come un vino da bere ben fresco, da aperitivo e poi magari lungo un pasto di non eccessivo impegno. L’etichetta della bottiglia, accattivante, ha al centro una medusa fluttuante circondata da altre fantasiose figure marine, opera dell’artista finlandese Klaus Haapaniemi. 

Da assaporare a 8-10°.                                                                                                     

Rosso Mosso, Vino Spumante rosso Extra Dry, Alois Lageder. Prezzo: sui 15 €.

Alla vista, perlage fine, con fontanella non molto persistente; colore rubino scarico ma brillante. Al naso, bel bouquet fruttato da cui emergono appunti frutti di bosco, con un accenno vegetale, di rabarbaro. In bocca, sapido, succoso, molto equilibrato nella sua fresca vivacità: veramente piacevole.

Abbinamenti. Pensato come un vino da...apericena, dunque con focacce, pizzette e così via, si accompagna bene anche a salumi tirolesi, come lo Speck, o friulani, come i prosciutti di San Daniele e di Cormons (leggermente affumicato). Poi, verdure e carne alla griglia e piatti asiatici come gli Yakitori (spiedini giapponesi di pollo alla brace) e i Gyoza, anch’essi tipici del Sol Levante (ravioli ripieni di carne e verdure aromatizzate, cotti prima in padella e poi al vapore e serviti con una salsa orientale in cui intingerli).

Info. Tenuta Alois Lageder, Magré sulla Strada del Vino (Bolzano), tel. 0471.809500, aloislageder.eu (per la degustazione e acquisto, se in loco, ci si può rivolgere alla Vineria Paradeis, via Casòn Hirschprunn 1, Magrè, tel. 0471.809580).

 

Dosio, vigneti di alta collina a La Morra, nelle Langhe, produce quattro Baroli, un Barbaresco e poi Nebbiolo, Barbera Superiore, Dolcetto, per nominare solo alcuni rossi (ma sono da provare anche i bianchi Langhe Riesling  e Roero Arneis. Ne parliamo più approfonditamente? 

E invece no. Siamo in estate, quindi ci concentriamo su un rosso più comune, quello piemontese per antonomasia: la Barbera. Non la Superiore, ma una nuova, apparentemente più basic. Concepita per dare il meglio di sé con le calure, essendo gustabile anche a 14°, o addirittura a 12°.

Le sue uve sono coltivate sulla storica collina di Serradenari, 500 metri s.l.m.: significa acidità naturale, freschezza e dinamicità che si trasmettono nel vino ottenuto con fermentazione e maturazione in tini d’acciaio, senza ombra di legno, per meglio valorizzare le potenzialità del frutto. Accanto alla cantina e ai vigneti c’è un relais, sempre di proprietà, l’Antica Dimora Dosio, per sostare  e godere  del panorama langarolo e della sua atmosfera un po’ rarefatta. E da essa prende il nome, appunto:

La Dimora, Barbera d’Alba Doc 2025, DosioPrezzo: sui 15 € (in enoteca).  

Alla vista, bel colore rosso rubino con riflessi violetti. All’olfatto, marasca, ciliegia, lampone e altri piccoli frutti di bosco. In bocca, secco, fresco, anche corposo, ma ben bilanciato dall’acidità naturale: scorrevole e gustoso, in due parole.

Abbinamenti. Antipasti: Vitel tonné; Salame cotto; Pancetta arrotolata; Lardo di Colonnata. Ravioli del plin con burro e salvia, risotto con le spugnole o i porcini fra i primi. Fra i secondi: Arrosto di vitello; Tagliata di manzo; poi formaggi di media stagionatura come Raschera e Fontina valdostana. Anche con una saporita pizza: alla diavola per esempio, o con salsiccia e friarielli, o con Mortadella al pistacchio e burrata.

Info. Dosio Vigneti, regione Serradenari 6, La Morra (Cuneo), tel. 0173.50677, dosiovigneti.com 





 


mercoledì 10 giugno 2026

Nesos o Hermia? Vini speciali fatti all'Isola d'Elba, con vasi vinari e tecniche antiche. Ma Arrighi di Porto Azzurro fa anche vini "normali". E pure buoni...Fino al 16 a Milano

 

Il produttore Arrighi nella sua cantina di Porto Azzurro, tra botti e anfore in terracotta di Impruneta.


Antonio Arrighi, chi era costui? Un signore che per alcuni decenni si è occupato dei due alberghi di famiglia all’isola d’Elba. Poi, fulminato sulla via di Damasco, o meglio sul viale Europa di Porto Azzurro, ha iniziato a interessarsi di vino, ha piantato vigneti su un piccolo terreno di famiglia (che poi è divenuto parte del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano), ha costruito una cantina e negli ultimi anni è diventato il più noto produttore dell’Elba, con yachtmen che approdano a Porto Azzurro (il comune sul mare dove ha le sue proprietà) e ordinano all’enoteca locale due cartoni di bottiglie pagandole prezzi mai visti sull’isola, con richieste dall’estero che si fanno pressanti e acquirenti che spesso non badano ai prezzi. 

Come mai? La cantina Arrighi sitrova in collina con gran vista mare, circondata da otto ettari di vigneti (foto qui sotto) che insistono su terrazzamenti posti a varie altitudini, fra i 50 e i 400 m. Vi si producono non più di 45mila bottiglie l’anno: ma le etichette che le hanno dato fama nazionale e internazionale sono due. Nesos, innanzitutto, un bianco da uve Ansonica che vengono immerse in mare, racchiuse in nasse, per

qualche giorno, poi appassite e vinificate in anfora, utilizzando le tecniche antiche dei produttori dell’isola greca di Chio. Poche decine di bottiglie l’anno la produzione, e prezzi che partono da 200 € la bottiglia. Ed Hermia, uve Viognier, fermentato e affinato nelle anfore di terracotta, che hanno reso il produttore un protagonista della cosiddetta archeoenologia. Tremila bottiglie e prezzo più umano: 19-40 € l’una, a seconda del punto vendita.

Peccato quindi che nel corso di una prova d'assaggio svoltasi alla presenza del produttore in due locali milanesi, non si siano potuti provare i suddetti vini, certo di nicchia, ma che hanno dato ad Arrighi una notorietà non immensa, ma sicuramente nazionale e internazionale. E per una piccola isola, non è poco.

I vini assaggiati, meritevoli di un consumo friendly ma non banale, sono stati tre, gli stessi che fino a martedì 16 giugno si possono ordinare a bicchiere seconda la formula della degustazione itinerante, da Sapori Solari (via Stoppani 11) e Polpetta DOC (via Eustachi 8). Nel primo si acquista il Ticket Degustazione pagando 15 € e avendo diritto a un calice di Elba Vermentino Doc Arembapampane e a un altro calice di Toscana Rosato Igt Isola in Rosa; si trasmigra poi da Polpetta DOC ove, mostrando il Ticket, si ha diritto ad altri due calici di Elba Rosso Doc Centopercento.

     


Arembapampane, è il nome originale che Antonio Arrighi è voluto dare al suo Vermentino (vitigno chiamato localmente Riminese): un’espressione tratta dal gergo marinaresco, anzi piratesco (arrembaggio), associata ai pampini, cioè alle foglie delle viti che in autunno si seccano, cadono e l’azione del vento le accumula sui bordi interni dei terrazzamenti. 100% Vermentino, l’uva si vendemmia generalmente la prima settimana di settembre, manualmente; il mosto poi fermenta e matura
circa 6 mesi in tini d’acciaio. Colore giallo paglierino brillante; naso ampio, fragrante, con note floreali di gelsomino, limone, erbe della macchia mediterranea e un accenno iodato. In bocca fresco, abbastanza sapido, con richiami minerali; anche persistente nelle note agrumate. Da abbinare a Crudité: ostriche, tartare di ricciola. Fra i primi: Risotto ai frutti di mare, Trenette al pesto; secondi: Insalata di polpo, Calamari alla griglia, Petto di pollo alle erbe. 

Prezzo a bottiglia: circa 11 €. 6.000 bottiglie.


Isola in Rosa. È un Toscana Igt, che non viene prodotto tutti gli anni. Il 2025 contempla il 100% di uve Syrah in purezza. Vendemmiato la prima settimana di settembre, viene poi vinificato in acciaio con breve contatto con le bucce per estrarne il bel colore cerasuolo. Al naso, note floreali e fruttate di piccoli frutti rossi, come lamponi, ribes, fragoline; e ciliegie. Si avvertono anche leggeri sentori speziati (pepe rosa). In bocca, fresco, saporito, di corpo leggero: ritornano i sentori fruttati.

Da abbinare al tipico Gurguglione elbano, sorta di ratatouille di varie verdure estive stufate in padella; alla Sburrita di baccalà (zuppa di merluzzo salato, bollito in acqua, aglio, nepitella e peperoncino), servita con fette di pane toscano grigliato. Bene anche su Cacciucco livornese, Fritto di acciughe e friggitelli, Pollo al curry, Coniglio alle erbe mediterranee. 

Prezzo a bottiglia: 10 € circa. 7.000 bottiglie.


Centopercento, Elba Rosso Doc 2024. Un nome una percentuale: si riferisce alla quantità di Sangioveto (o Sangiovese) con le cui uve è fatto il vino. Si vendemmia la seconda settimana di settembre; fermentazione a contatto con le bucce per corca una settimana, vinificazione e successiva maturazione in tini d’acciaio, con un ulteriore affinamento in bottiglia. Colore: rubino vivace; al naso: frutti rossi, su tutti la ciliegia e sentori di macchia mediterranea. In bocca, pimpante e rotondo, di buona struttura, in perfetto equilibrio tra freschezza e tannini; ritornano i sentori fruttati e si manifesta una sapidità pelagica.

Matrimoni d’amore con: Prosciutto toscano e Finocchiona; Pappardelle al ragù o al sugo di beccaccia o di capriolo; Ribollita; fra i secondi: Coniglio alla cacciatora, Braciole di maiale alla brace, Grigliata di carne mista. Pecorino di Pienza semistagionato.

Prezzo: circa 9 € la bottiglia. 16.000 bottiglie.

 

Info. ArrighiViticoltori all’Isola d’Elba, viale Europa, loc. Pian del Monte, Porto Azzurro (Livorno), tel. 0565.95604; 335.6641793, www.arrighivigneolivi.it .