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| Vigne al tramonto. |
Bianco, rosato, rosso: sono questi i colori classici del vino, con tutte le sfumature possibili. La più originale delle quali è probabilmente l’arancio. Con un’apparente stranezza. Anzi due. Che gli Orange Wines in realtà derivano da uve bianche. E che, a volte, sono più “bianchi” che...orange.
Ecco dunque alcune proposte per l’estate, ma anche per ben oltre. Qualcuno potrebbe stupirsi che vi siano inclusi anche un paio di rossi. Si tratta però di vini particolari e comunque, parlando in generale, i rossi non eccessivamente tannici sopportano bene una temperatura di servizio più bassa dei canonici 18°, anzi sono spesso più apprezzabili se bevuti freschi.
Un bianco...aranciato (ma non nel colore!)
Lidris Zal, radice gialla in friulano, si riferisce, ma solo simbolicamente, al rafano, la radice piccante tipica del Nord-Est. Infatti il vino non ne ha i sentori, mentre invece rimanda a toni fruttati, agrumati in particolare. È un bianco non flirtato, dunque leggermente velato nel suo bel colore dorato con riflessi ambrati (se fossero più accentuati si parlerebbe quindi di un orange).
Il vino è fatto con la stessa tecnica di un aranciato, ma tenendo per così dire il piede sul freno. Le uve Friulano (50%), Ribolla gialla (30%) e Malvasia (20%) vengono vinificate lentamente con una macerazione delle bucce di una quarantina di giorni, a 14° e fermentazione spontanea grazie all’uso di lieviti indigeni. Poi viene imbottigliato per un affinamento di circa 6 mesi nel vetro. Niente botti o anfore dunque, perché Lidris Zal è stato pensato “come un macerato di primo approccio”, di facile comprensione e versatile nell’abbinamento. Lo producono i fratelli Cecchetto nella loro azienda Aganis, dei Colli orientali del Friuli.
Lidris Zal, Bianco non filtrato, Venezia Giulia Igt 2024, Aganis. Prezzo: 19 € (in enoteca)
All’occhio, giallo dorato con decisi riflessi ambrati; al naso, frutta matura, anche disidratata, come mango, albicocca, arancia, erbe officinali, spezie dolci. In bocca, sapido, profondo, con sentori tannici vellutati, finale lungo e “minerale”.
Abbinamenti. Spaghetti coi lupini, acciughe sott’olio e bottarga; Risotto alla pescatora; Bouillabaisse. Fra i secondi: Fritto misto di pesce; Baccalà mantecato; formaggi erborinati; piatti asiatici, come Pollo Kung Pao e Ramen speziato.
Info. Aganis, via Cocul 2, Treppo Grande (Udine), tel. 0422.855885, www.aganis.wine
Bollicine in rosa
L’Incrocio Manzoni Rosa 1.50 è un vitigno raro ottenuto dall’unione fra Trebbiano romagnolo e Traminer aromatico (1,50 segnala la parcella agricola o la posizione progressiva registrata a suo tempo in un apposito quaderno). Luigi Manzoni è stato uno storico genetista della Scuola enologica di Conegliano Veneto; creò questo, come altri incroci viticoli, negli anni Venti del Novecento.
Le bucce delle uve sono proprio rosate e da esse il vino prende il colore dopo una macerazione di circa otto ore. I vigneti sono coltivati secondo l’altrettanto raro sistema di coltivazione detto a Bellussera, con alti pali di sostegno a raggera, collegati da fili di ferro con quattro viti per ognuno, che si espandono verso l’alto. Storicamente, era stato adottato per coltivare nell’ampio spazio al di sotto foraggio e ortaggi. La Bellussera da una decina anni è stato riportato in auge per alcuni vini prodotti dall’azienda trevigiana Ca’ di Rajo.
Dopo la macerazione e la trasformazione in vino fermo si procede alla presa di spuma in autoclave per circa due mesi. Ne risulta uno spumante con un residuo zuccherino di 11 ÷ 14 grammi/litro e una
gradazione alcolica moderata, di 11°.Manzoni Rosa Spumante Extra Dry, Ca’ di Rajo. Prezzo: 9,50 €.
Rosa tenue, ma brillante alla vista; all’olfatto delicato, aromatico con sentori di lampone, agrumi, rosa appassita e frutta matura; al palato, fresco, morbido con un accenno abboccato all’inizio, che si fa sapido sul finale, con il sorso più asciutto e un ritorno delle sensazioni agrumate.
Abbinamenti. Eccellente vino da aperitivo con stuzzichini, accompagna degnamente antipasti come gli involtini di melanzane con olive, mozzarella, basilico e salsa di pomodoro; o una tartare di avocado e barbabietole; o, ancora, un piatto di salumi di sapore “delicato”, come la Mortadella Bologna, il Prosciutto cotto o la Culatta. Fra i primi o piatti unici: Pizza farcita con formaggi freschi; Trofie con zucchine e gamberi; Linguine alle cozze e fiori di zucchina. Fra i secondi: Pesce spada con olive, capperi, passata di pomodoro leggera e origano; Orata al cartoccio; Insalata di polpo.
Info. Ca’ di Rajo, via del Carmine 2/2, San Polo di Piave (Treviso), tel. 0422.855885, cadirajo.it
Crémant d’Alsace Aoc brut rosé, Domaine Hubert Reyser. Prezzo: 18-20 €.
Rosa salmone, con perlage fine; al naso, netti sentori di melograno e fragoline di bosco e, più tenui, di lime. In bocca, secco, croccante, fresco, sapido con un finale leggermente ma piacevolmente amarognolo.
Abbinamenti. Buon aperitivo; particolarmente adatto ad antipasti di crudité marine, piatti di pesce non troppo salsati, crostacei crudi e cotti: fra gli altri, Blini con uova di salmone; Penne alla crema di scampi; Risotto alle cozze e gamberi.
Info. Domaine Hubert Reyser, 26 rue de la Chapelle, Nordheim, Francia, tel. 0033 (0)695104622, www.domainereyser.com (distribuito in Italia da Ca’ di Rajo).
La fermentazione e maturazione successive hanno luogo in tini d’acciaio inox per circa cinque mesi; segue un breve affinamento del vino in bottiglia.
Lagrein Rosé Alto Adige Doc 2025, J. Hofstätter. Prezzo: 12,50 €.
Rosa intenso brillante tendente al lampone; al naso, sentori di ciliegia, frutti di bosco, di fiori ed erbe montane. Al palato, fresco e vibrante, bilanciato da sensazioni vellutate; di succosa persistenza.
Abbinamenti. Tartare di gamberi; Carpaccio di salmone, fra gli antipasti. Primi piatti: Risotto ai gamberi rossi e lamponi; Penne ai fiori di zucca e pepe rosa. Secondi: Trota salmonata al cartoccio; Coniglio in umido; Pollo tandoori; Scaloppine al vino rosato; Galletto al forno.
Info. J. Hofstätter, piazza del Municipio 7, Termeno (Bolzano), tel. 0471.850161, www.hofstatter.com
Mille anime sul versante orientale dell’Etna: il paese di Milo si trova sospeso a 750 metri fra il mare e il vulcano. Microclima ideale per la coltivazione delle viti, che allignano in terreni costituiti da un mix di materiale organico e di ceneri laviche: gli sbalzi termici fra giorno e notte possono spingersi fino a 20°, favorendo lo sviluppo di sapori e profumi nelle uve.
Cantine Iuppa coltiva le sue viti su sette ettari, con metodo biologico, dando la prevalenza a quelle di tradizione, come Carricante, Catarratto e i due Nerello, Cappuccio e Mascalese. Da quest’ultimo, in contrada Salice, nasce il rosato Ata. Subito dopo la vendemmia settembrina del Mascalese in purezza i grappoli interi vengono passati alla pressa soffice; il mosto si separa per decantazione statica a freddo e la fermentazione, dopo la separazione delle bucce che hanno conferito il colore tipico, ha luogo in tini d’acciaio alla temperatura controllata di circa 15°. Il vino matura lentamente, sempre in acciaio e si affina poi nel vetro.
Ata, Etna rosato Doc 2024, Cantine Iuppa. Prezzo: 23,50 €.
Il colore è un bel rosa tenue – buccia d cipolla, che ricorda quello di molti provenzali. I profumi sono floreali (petali di rosa su tutti) uniti ai fruttati: lamponi, fragoline, ciliegie, con qualche sentore minerale. In bocca: fresco, elegante e sapido, anche agrumato e minerale.
Abbinamenti. Carpaccio di ricciola; ostriche e crudité marine; caponatina di melanzane fra gli antipasti. Primi: Busiate al pesto trapanese; Spaghetti cozze e vongole con pomodoro. Secondi: Cous cous di pesce; Gamberi alla griglia; Coniglio alle erbe.
Info. Cantine Iuppa, via Salice 27, Milo (Catania), tel. 095.7210583, cantineiuppa.it
Rossi in una sera d’estate
Troppi segreti per il gusto di chi scrive. Ma il vino, ciononostante, è gustoso. E allora?
Vediamo. L’hanno chiamato Rosso Mosso Helena e Alois Clemens, figli di Alois Lageder dell’omonima cantina altoatesina, vocata da sempre all’agricoltura biologica-biodinamica.
Si tratta comunque di un rosso brut spumantizzato con il metodo Charmat (o Martinotti che dir si voglia), pensato come un vino da bere ben fresco, da aperitivo e poi magari lungo un pasto di non eccessivo impegno. L’etichetta della bottiglia, accattivante, ha al centro una medusa fluttuante circondata da altre fantasiose figure marine, opera dell’artista finlandese Klaus Haapaniemi.
Da assaporare a 8-10°.
Rosso Mosso, Vino Spumante rosso Extra Dry, Alois Lageder. Prezzo: sui 15 €.
Alla vista, perlage fine, con fontanella non molto persistente; colore rubino scarico ma brillante. Al naso, bel bouquet fruttato da cui emergono appunti frutti di bosco, con un accenno vegetale, di rabarbaro. In bocca, sapido, succoso, molto equilibrato nella sua fresca vivacità: veramente piacevole.
Abbinamenti. Pensato come un vino da...apericena, dunque con focacce, pizzette e così via, si accompagna bene anche a salumi tirolesi, come lo Speck, o friulani, come i prosciutti di San Daniele e di Cormons (leggermente affumicato). Poi, verdure e carne alla griglia e piatti asiatici come gli Yakitori (spiedini giapponesi di pollo alla brace) e i Gyoza, anch’essi tipici del Sol Levante (ravioli ripieni di carne e verdure aromatizzate, cotti prima in padella e poi al vapore e serviti con una salsa orientale in cui intingerli).
Info. Tenuta Alois Lageder, Magré sulla Strada del Vino (Bolzano), tel. 0471.809500, aloislageder.eu (per la degustazione e acquisto, se in loco, ci si può rivolgere alla Vineria Paradeis, via Casòn Hirschprunn 1, Magrè, tel. 0471.809580).
Dosio, vigneti di alta collina a La Morra, nelle Langhe, produce quattro Baroli, un Barbaresco e poi Nebbiolo, Barbera Superiore, Dolcetto, Nizza, per nominare solo alcuni rossi (ma sono da provare anche i bianchi Nascetta e Arneis e, per meglio meditare, il Barolo Chinato). Ne parliamo più approfonditamente?
E invece no. Siamo in estate, quindi ci concentriamo su un rosso più comune, quello piemontese per antonomasia: la Barbera. Non la Superiore, ma una nuova, apparentemente più basic. Concepita per dare il meglio di sé con le calure, essendo gustabile anche a 14°, o addirittura a 12°.
Le sue uve sono coltivate sulla storica collina di Serradenari, 500 metri s.l.m.: significa acidità naturale, freschezza e dinamicità che si trasmettono nel vino ottenuto con fermentazione e maturazione in tini d’acciaio, senza ombra di legno, per meglio valorizzare le potenzialità del frutto. Accanto alla cantina e ai vigneti c’è un relais, sempre di proprietà, l’Antica Dimora Dosio, per sostare e godere del panorama langarolo e della sua atmosfera un po’ rarefatta. E da essa prende il nome, appunto:
La Dimora, Barbera d’Alba Doc 2025, Dosio. Prezzo: sui 15 € (in enoteca).
Alla vista, bel colore rosso rubino con riflessi violetti. All’olfatto, marasca, ciliegia, lampone e altri piccoli frutti di bosco. In bocca, secco, fresco, anche corposo, ma ben bilanciato dall’acidità naturale: scorrevole e gustoso, in due parole.
Abbinamenti. Antipasti: Vitel tonné; Salame cotto; Pancetta arrotolata; Lardo di Colonnata. Ravioli del plin con burro e salvia, risotto con le spugnole o i porcini fra i primi. Fra i secondi: Arrosto di vitello; Tagliata di manzo; poi formaggi di media stagionatura come Raschera e Fontina valdostana. Anche con una saporita pizza: alla diavola per esempio, o con salsiccia e friarielli, o con Mortadella al pistacchio e burrata.
Info. Dosio Vigneti, regione Serradenari 6, La Morra (Cuneo), tel. 0173.50677, dosiovigneti.com








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