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| Carlo e Marco Volpi, titolari dell'omonima cantina a Tortona. |
Il Timorasso è la gloria di Tortona, dal punto di vista enologico, ma non solo: direi del Piemonte e – perché no - anche dell’Italia. Un vino bianco rigorosamente autoctono, che nelle sue espressioni migliori può stare alla pari con i più blasonati Riesling della Mosella e del Reno (tedeschi), e dell’Alsazia (francesi). Quelle note floreali e quei sentori “minerali” (idrocarburi, pietra focaia), quei sentori agrumati, quella freschezza e sapidità che si trovano spesso in quei vini stranieri, hanno riscontri paragonabili anche nei tortonesi.
Le Cantine Volpi sono la principale azienda vitivinicola del Tortonese, almeno in quanto a bottiglie prodotte e fatturato. E anche dal punto di vista qualitativo non scherzano. In particolare con vini come la Barbera superiore Colli Tortonesi Doc La Zerba e due Timorasso Derthona.
E qui s’impone un piccolo ricordo personale. Nel 2019, in un’antica casa del paese di Sale, a 12 km da Tortona, in occasione di una mostra di pizze e merletti colà allestita in un salone superiore, nel cortile-giardino si parlò di fronte a un pubblico attento, anche dei vini del Tortonese, procedendo poi a una degustazione “sociale”, cioè aperta a tutti i visitatori e gratuita.
Fra le bottiglie assaggiate, alcune erano state messe gentilmente a disposizione proprio dalle Cantine Volpi e si trattava del vino Timorasso, prodotto con le uve della cascina La Zerba (di proprietà Volpi). Vino interessante, che si distingueva da quello di molti altri produttori, per sfumature morbide, quasi
vanigliate. Il che però, a parere di Bruno Boveri, connoisseur e a lungo governatore di Slow Food in Piemonte, che partecipava come relatore, non era congruo al profilo migliore del vino. Ricordo che proclamò: “Il Timorasso non ha bisogno di arrotondamenti in barrique, anzi, in qualche modo l’uso del legno potrebbe danneggiarne il miglior profilo organolettico, che è quello di un vino vibrante, dei sentori minerali e agrumati”. Sante parole, anche a mio sommesso parere, allora però contestate da Carlo Volpi, patron dell’azienda vinicola.Fatto sta che pochi anni dopo - e immagino per ben altri riscontri che non i nostri appunti – l’azienda si è convertita a una visione più tradizionale di quel vino, per altro riscoperto da non molti anni (e se ne renda sempre gloria a Walter Massa, il suo primo propugnatore).
Non avevo più riassaggiato il Timorasso Volpi da allora e con una certa sorpresa ho scoperto (forse buon ultimo) la totale rivoluzione rispetto alla prima versione, nel corso di un’interessantissima degustazione, promossa dalle stesse Cantine, rappresentate nell’occasione da Marco Volpi (figlio di “quel” Carlo) e da Anam Communication, agenzia milanese di comunicazione sul vino.
Intanto, il Derthona Timorasso della cascina La Zerba si è sdoppiato in due versioni, quella base (foto sopra a sinistra) e la Riserva denominata Zerba Antica (foto qui sotto a destra).
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Il Timorasso junior fa matrimonio d’amore col Salame Nobile del Giarolo; gli agnolotti del plin al burro e salvia; i risotti con verdure ed erbe aromatiche; con ostriche e cappesante. La Riserva si abbina bene ai tajarin al tartufo d’Alba; ai locali rabajon con burro fuso e Montebore; con risotto ai 4 caci; e poi branzino al sale, zuppette di pesce, formaggi quali appunto il Montebore e il Castelmagno.
In questa degustazione si è avuta anche la sorpresa di una bollicina di valore, il Pinot nero brut "914" vinificato in bianco col metodo classico, affinato per circa 30 mesi (foto sotto a sinistra): perlage
esuberante, profumo delicato, ma con netti sentori di mela verde,
pompelmo, crosta di pane e melograno. La cifra 914 si riferisce sia all'anno di fondazione dell'azienda vinicola (1914) sia ai giorni di maturazione dello spumante.La prova d'assaggio, itinerante, dei tre vini delle Cantine Volpi si è svolta in due locali milanesi, Polpetta D.O.C. di via Eustachi 8, e il vicino Sapori Solari di via Stoppani 11. E il bello è che non è finita. Chiunque può provare i tre vini nei due locali citati. Con 15 € si ha diritto infatti a tre calici (1 per tipologia) più un quarto finale. Il ticket-degustazione si acquista nel primo locale in cui lo si richiede. E la “Degustazione itinerante” denominata Eustachi Ora e iniziata qualche giorno fa, continua fino a martedì 19 maggio compreso.
Info. Cantine Volpi, strada statale per Voghera 72, Tortona (Alessandria), tel. 0131.861072, www.cantinevolpi.it . Degustazioni presso la Cascina La Zerba di Volpedo, solitamente al sabato, su prenotazione.




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