giovedì 11 maggio 2017

Madrechiesa e il Purosangue: stessa razza, Morellino di Maremma


Prova d'assaggio dei vini Terenzi da Iyo a Milano: sei Morellino di Scansano Madrechiesa
e i bianchi Balbino e Montedonico
“È uno dei nomi più promettenti dell’enologia toscana”. Parola di Robert Parker, guru della critica enologica mondiale. Ma sarà vero? Ci sono tanti modi per verificare la serietà prima e l’eventuale eccellenza poi, di un’azienda vitivinicola: visitarla, parlare con i proprietari, con i responsabili della produzione, assaggiarne i vini. La degustazione, in fondo, è la prova del 9, la cartina di tornasole di tante (eventuali) belle parole e belle visioni.
I "Morellini" di Terenzi
Se così è, allora una degustazione del vino principale di Terenzi, società agricola di Scansano (in Maremma), e non di una sola annata ma di ben sei, può non solo rassicurare sulla serietà, ma soprattutto, testimoniando sulla “bontà” del bicchiere, dare ragione a Parker, se mai ve ne fosse bisogno.
Si chiama Madrechiesa, il vino protagonista ed è un Morellino di Scansano Docg Riserva, da sole uve sangiovese (il disciplinare ne prevede almeno l’85%), coltivate nel cru più interno e originario, appunto il Madrechiesa, 3,9 ettari di terreno argillo-limoso (sui 60 totali di tutta la proprietà).
La prova d’assaggio si è svolta in maggio al ristorante Iyo di Milano e ha riguardato le sei annate dal 2009 al 2014 (oltre ad altri due vini “propedeutici”, come il Balbino, bianco, da uve vermentino, e il Montedonico, bianco anch’esso, da uve viognier). Assaggiati al contrario, cioè dall’annata più vecchia alla più recente, i Madrechiesa hanno rivelato tutti, con maggiori o minori accenti, sorprendente una squisita quaglia arrosto, con sauté di Shiitake  (fungo nipponico-asiatico), asparagi bianchi, moro miso, crema degli stessi funghi e asparagi selvatici.
bagaglio olfattivo, più o meno ampio e speziato; freschezza vibrante anche nelle prime annate, a volte una certa opulenza, ma rattenuta, a volte un finale leggermente ridondante ma mai prevaricante sull’eleganza complessiva. Un gran bel vino, da accostare a piatti toscani robusti come il cinghiale arrosto, ma anche ad un filetto al pepe, a piccione alla ghiotta, fagiano in salmì…E persino a una
L'Uzura, quaglia arrosto con funghi Shiitake,
tarassaco e asparagi del ristorante Iyo
creazione del Iyo, come l’Uzura,
Se il Madrechiesa è il risultato di un cru, di un piccolo appezzamento da cui derivano non più di 20mila bottiglie l’anno (acquistabili a un prezzo di 22-25 € l’una), il Purosangue, anch’esso Morellino docg Riserva, è un po’ il contrario: deriva da una selezione esasperata delle migliori parcelle di sangiovese, disposte sui terreni Montedonico e Campone, Cerreto Piano e Salaioli, in un mix in cui si fa sentire particolarmente la mano o meglio il naso dell’enologo-consulente, che è poi Beppe Caviola, un piemontese appassionato e competente, che di rossi, dir che se ne intende è poco, visto che col suo Barolo (Azienda Ca’ Viola) Sottocastello di Novello miete alti punteggi fra la critica enologica. E Purosangue non mente: vibrante, anche fine, versatile, è già godibile dopo il sonno del giusto che dura un anno nelle grandi botti di rovere di Slavonia e i 6 mesi ad affinarsi in bottiglia, anche se poi matura comunque bene negli anni. Dà piena soddisfazione sui piatti di carne. Circa 50mila bottiglie, con un prezzo unitario di 12-15 euro. 

Gli altri vini…
C’è anche, naturalmente, un Morellino di Scansano “base”, fresco e di buona beva (200mila bottiglie, 9-10 l’una) e due rossi intriganti: il Bramaluce, Maremma Toscana Doc, da uve sangiovese e syrah (15mila bottiglie, 10-12 € l’una) e il Francesca Romana, uvaggio di merlot, cabernet sauvignon e petit verdot, indicato come vino principesco per la bistecca di Chianina alla brace (circa 8mila bottiglie, 16-18 € l’una). Il Balbino è  invece un ottimo Vermentino di Maremma, fresco e fruttato, beverino, quindi da aperitivo e giusto per accompagnare i piatti di pesce o primi come i ravioli di ricotta (45mila bottiglie, circa 10 € l’una).  Mentre il Montedonico è un Viognier dai sentori esotici e agrumati, anche minerali, da pesce e formaggi poco stagionati (12mila bottiglie, sui 10-12 €).

…E una chicca
È il Petit Manseng passito: raccolta delle uve in vendemmia tardiva e maturazione in barrique per un anno e mezzo circa. Vino dolce dagli evidenti riflessi dorati, succoso e rotondo, accompagna i dessert Zucca, noci, rosmarino e infuso di tè alle spezie, inventato appositamente per abbinarlo a questo passito da Valeria Piccini, chef del ristorante stellato Da Caino di Montemerano, a pochi chilometri da Saturnia e da Scansano.
zuccherini. Come quello chiamato

I protagonisti
Ma chi sono i protagonisti di questa giovane e già qualificata impresa vinicola, fondata nel 2001? Il primo è Florio Terenzi, imprenditore marchigiano, trasferitosi a Milano fin da giovane, quindi - alla ricerca di una nuova avventura imprenditoriale -, stregato dalla bellezza delle terre del Morellino. Poi i figli, attuali titolari, cui ha trasmesso la passione e le prime esperienze: Federico (direttore commerciale), Balbino (gestione e produzione) e Francesca Romana. E seguire, i tecnici consulenti: l’agronomo Roberto Racca e l’enologo Beppe Caviola.
Come si lavora in vigna è presto detto: interventi limitati all’osso per favorire il più possibile l’equilibrionaturale delle piante, quindi eliminazione di ogni insetticida, riduzione dei fitofarmaci sistemici, inerbimento dei filarti, “inoculo del seme delle essenze da sovescio anche con microrganismi selezionati in terreni non coltivati, per modificare progressivamente la microflora e combattere le malattie funginee in modo naturale”. Niente prodotti chimici insomma, solo trappole contro gli insetti nocivi. Ecco, più facile a dirsi che a farsi…
INFO. Agricola Terenzi, loc. Montedonico, Scanzano (Grosseto), tel. 0564.599601, www.terenzi.eu. Con wineshop e sala degustazioni. La Locanda Terenzi offre ospitalità in cinque camere doppie, una suite, più una dépandance (altre tre camere, salone, cucina attrezzata e giardino privato), ricavate da tre casali ristrutturati, arredate in stile maremmano. Con piscina.
La famiglia Terenzi
Prezzi. Doppia o suite b&b 110-175 € al giorno, secondo sistemazione e periodo.
Ristorante Iyo, via Piero della Francesca 74, Milano, tel. 02.45476898, www.iyo.it. Prezzi: 45-130 €.
Ristorante Da Caino, via Chiesa 4, Montemerano (Grosseto), tel. 0564.602817, www.dacaino.it. Prezzi: da 100 €.