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| Usiamo la testa...d'aglio! E facciamoci una bella Bagna caôda...Col vino giusto |
Brrr...si avvicinano i giorni della merla. Gnamm...e anche quelli dei Bagna Cauda Days!
Per i primi, basta coprirsi ben bene. Per i secondi, ci ha pensato l’Associazione Astigiani.
È dunque Bagna Cauda Day da giovedì 29 a sabato 31 gennaio, nonché domenica 1° febbraio.
Il rito secolare della bagna si perpetuerà in oltre 100 locali (ristoranti, osterie, cantine, agriturismi) riunendo migliaia di cultori della sfrigolante e saporita materia.
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| Caôda o cauda, sempre calda ha da essere |
Ma quali sono (o potrebbero essere) i migliori abbinamenti vino-bagna?
Quasi d’istinto mi vien da dire: Freisa o Barbera frizzanti. O anche ferme, certo.
Ma vediamo invece come la pensava Luigi Veronelli, attingendo a un suo aureo libretto, dal titolo BERE GIUSTO Ognuno può diventare un perfetto sommelier (BUR 1971).
Lo si apre a pag. 83 e si legge: “BAGNA CAÔDA: L’ultima Barbera, appena fuori di botte, dissetante e asprigna; in mancanza: Cortese bianco, giovane, serviti a 12°”. Ma poi rimanda anche “a quanto scrivo a pag. 50”. Qui, un po’ contraddicendosi, il Gino nazionale sostiene: “Per la bagna caôda, eh, scandalo... Consiglio un Cortese dell’annata e di sapore secco, acidulo”. Ma come, a pag. 83 il Cortese era una seconda scelta dopo la Barbera, qui va addirittura al primo posto? E poi, un bianco al posto dei tradizionali rossi?
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| Gino Veronelli |
Lui si difende e contrattacca: non sono ipnotizzato dall’acciuga (anche se vale la pena di esserlo), li prendo in considerazione gli altri elementi, aglio e grassi e vi aggiungo i cardi. I contadini piemontesi non avendo a disposizione un armonico bianco ripiegavano sulla Barbera sì, ma nuova, asprigna e dissetante. Va rifiutata invece, “Si fosse pure a una tavola presidenziale, una Barbera costituita, salda e compiaciuta. Millanta volte meglio quel mio Cortesescorrilingua”.
Ho voluto provare ed ecco come mi sono regolato. In tavola accanto a un Cortese - nella versione più nobile, quella di Gavi - una Freisa frizzante e una Croatina contadina, un rosso della collina di San Colombano, prodotto dal patron della popolare trattoria Righini, di Inverno e Monteleone.
Per l’of in cereghin (una volta cotto ricorda la chierica dei frati), gran finale della bagna, arricchito con l’olio di tartufo, si passa a un Barbaresco giovane (uve Nebbiolo).
Ed ecco i voti sull’abbinamento vino/cibo.
La sorpresa: Il Gavi – Gavi Pleo 2024, di La Raia, fresco e sapido. Voto 8.
La tradizione: Il Barbera – Goy, Monferrato Doc 2024, di Cascina Castlèt, secco e






