martedì 25 ottobre 2016

Bollicine in tre versioni e due nazioni. Classiche col Ferrari Perlé e il Crémant Arbogast. Prosecche con Montelvini



Bollicine bollicine…in tre versioni e due metodi, tre regioni e due nazioni. Metodo champenois e charmat o, detti all’italiana, classico e Martinotti. Trentino, Veneto e…Alsazia. Dunque Italia e Francia. Tre bottiglie, tutte, differentemente, molto buone. E sennò, perché parlarne?

La Ferrari di Trento ha appena sfornato, anzi, meglio, “scantinato”, una delle sue nuove perle.
Perlé nel bicchiere
Gli spumanti metodo classico e gli Champagne sono generalmente messi in commercio a tre anni circa dalla vendemmia. Poi ci sono i millesimati, le riserve, le cuvée di prestigio. E qui la maturazione sui lieviti in bottiglia si fa più lunga, ma bisogna saperla governare per ottenere un ottimo risultato, visto che anche i prezzi finali si elevano. La Ferrari dedica da tempo agli spumanti “invecchiati” e millesimati una linea che si chiama Perlé, evocativa del perlage fine imprigionato in ogni bottiglia e delle perle, i gioielli naturali più preziosi. Già esistevano quindi il Perlé tout court, il Perlé Rosé (a base di pinot nero e chardonnay) e il Perlé nero (100% pinot nero). Tutti Trentodoc. È ora la volta del Perlé bianco, 100% chardonnay, superselezione di uve di vigneti coltivati a 600/700 metri di altitudine. La Riserva 2006 del Perlé Bianco si è affinata coi suoi lieviti per ben 8 anni, primi della sboccatura (a inizio 2016) e la messa in commercio. Il colore è giallo intenso, le bollicine fini e continue, il bouquet complesso, si riconoscono sentori di mela cotogna e lievi spezie, sapore morbido che richiama l’uva matura con un finale di pepe e albicocca. Una bollicina così va benissimo a tutto pasto (magari non su bistecca e arrosto…), con piatti di valore. Alfio Ghezzi, chef della Locanda Margon di Trento (www.locandamargon.it), l’ha proposta di recente sposata a un riso con caviale di trota e prezzemolo e a un piatto di baccalà con porcini, amaranto e achillea. Abbinamenti impeccabili.
Prezzo: 35-40 € la bottiglia. www.ferraritrento.it.

Montelvini è una delle aziende vinicole più dinamiche del panorama spumantistico italiano. La sua specialità è una bollicina che ormai fa furore non solo in Italia, ma nel mondo: quella suscitata dal vino Prosecco. Ormai la zona di produzione di bollicine derivate da uva glera (un tempo chiamata prosecco) si è estesa in gran parte della zona nordorientale d’Italia. Vini spumanti Doc per la maggior parte. Docg, nella zona di Conegliano Valdobbiadene e in quella meno estesa di Asolo, piccolo comune in provincia di Treviso che fa parte dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia.
In queste lande, con l’uva glera il metodo di produzione più adatto a produrre bollicine è lo charmat o Martinotti: la presa di spuma avviene in autoclavi, nel giro di settimane o pochi mesi. In questo modo si vuole trasmettere al vino tutta la freschezza e i sentori dell’uva di origine, senza ricercarne di troppo complessi. Così l’Asolo Prosecco Superiore Docg Extrabrut 2015 di Montelvini, da uve glera selezionate, rifermenta in autoclave e poi rimane ancora qualche tempo a contatto coi lieviti per estrarne al massimo i profumi. Poi viene filtrato e imbottigliato. Nel bicchiere risulta piacevolissimo, il colore giallo paglierino ha riflessi verdolini, la spuma è continua, il profumo ricorda i fiori d’acacia e la mela. Il sapore è secco, ma…alla Prosecco nelle migliori espressioni, fruttato, con una sua peculiare morbidezza, anche corposo, elegante, con fondo lievemente amarognolo. Da abbinare a crudité di pesce, frutti di mare, risotto agli scampi, radicchio di Treviso ai ferri. Prezzo: 15 € la bottiglia. www.montelvini.it.

Certo lo Champagne è lo Champagne. E tutti gli spumanti del resto della Francia sono schiacciati dall’allure plurisecolare di questo indubbiamente grande e storico “vino”, seppur variegato in qualità. Nel resto del paese, gli spumanti metodo champenois o traditionnel, vengono chiamati Crémant e il Crémant d’Alsace è appunto uno spumante classico, da uve vendemmiate a mano, più o meno le stesse dello Champagne.
Westhoffen
Il Domaine Frédéric Arbogast è una piccola cantina che a Westhoffen, borgo di 1600 abitanti a 27 km da Strasburgo, in una delle più affascinanti valli dell’Alsazia, produce circa 120mila bottiglie l’anno tra Gewurztraminer, Pinot grigio e bianco, Sylvaner, Pinot nero. E Crémant, 30mila bottiglie fra il bianco e il rosé. La cuvée del Crémant bianco è composta per l’80% da chardonnay e per il 20% da pinot blanc, le uve provengono da un antico terroir marnoso, in grado di contribuire alla complessità del vino. Vendemmia rigorosamente manuale, prima fermentazione in tonneau (botti di legno da 500 lt), seconda fermentazione ovviamente in bottiglia, per 24 mesi, con il remuage (scuotimento) fatto ancora a mano sulle pupitre di legno. Insomma, una cura artigianale, che solo i piccoli produttori in gamba possono ancora permettersi.
Nel bicchiere, il Crémant d’Alsace, frutto della vendemmia 2013, si presenta con una spuma fine e anche persistente, colore giallo paglierino con qualche riflesso dorato; profumi floreali, freschi,  eleganti. In bocca, ampiezza, eleganza, equilibrio: in due parole: molto piacevole. Eccellente aperitivo, si fa valere anche su piatti di pesce e carni bianche non troppo salsati e con vari paté. Secondo alcuni medici (alsaziani), il Crémant d’Alsace sarebbe addirittura curativo. L’elevata quantità di alcuni minerali contenuti nello spumante (soprattutto potassio bi-tartrato) ostacolerebbe senescenza, reumatismi, gotta, prevenendo le malattie coronariche…Ullallà!

Prezzo: 15,90 € la bottiglia. www.vignoble-arbogast.fr (distribuito da I vini di casa mia, www.ivinidicasamia.com).