mercoledì 29 ottobre 2014

Le Marchesine danzano nel Secolo Novo


Il vigneto Le Marchesine, che dà il nome all'azienda di Passirano, in Franciacorta

Non vende sogni ma solide realtà: lo slogan semplice semplice di un’immobiliare si attaglia bene anche a un’azienda come Le Marchesine.  Che però non vende case, ma spumanti con tutti (o quasi, come vedremo) i quarti di nobiltà, in uno dei territori più vocati d’Italia: la Franciacorta.
Per carità, non fatevi sentire a chiamare “spumante” i vini metodo classico o champenois (ahi, questa definizione è addirittura proibita per legge) sul territorio; e neanche “bollicine” va più bene, alla faccia di chi si arrabatta a cercare sinonimi per non ripetere sempre “Franciacorta, Franciacorta…”.  Ma alle Marchesine di Passirano (Brescia), quelli della famiglia Biatta non se la tirano tanto. Non hanno ville o castellozzi di fianco alla cantina, ma una casa ancora di foggia contadina. Niente prestigiose (ma costose) sculture in giardino (non c’è del tutto, c’è un normale cortile di campagna). 
La cantina si trova in parte sottoterra, sotto la sala da pranzo (e degustazione) del pianterreno e in parte in un capannone, dove riposano l’equivalente di 1,5 milioni di bottiglie in affinamento o di riserva, per una produzione annua di circa 500mila, tra Franciacorta, Curtefranca (i vini Doc della zona, fermi) e il metodo classico non Franciacorta Opera brut, che, per quanto abbastanza buono, sembra un po’ un infiltrato fra le due Doc e Docg.
Ritratto di famiglia (al centro in piedi Loris Biatta)
in cantina, con sfondo di gyropalette
Tutto è cominciato a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, quando Giovanni Biatta acquistò tre ettari di vigneto. Oggi sono 47 e, dal 2000, a capo dell’azienda c’è un figlio di Giovanni, il vulcanico Loris, che viaggia per il mondo a piazzare partite su partite del suo Franciacorta, il 20% della produzione. Può sembrare poco, ma non lo è, se si pensa che la media dell’export del territorio si aggira intorno al 5%. Loris s’interessa di tutto in azienda, ma ha con sé validi collaboratori, a cominciare dall’enologo, che, tanto per non sbagliare, è andato a cercarsi in Francia, anzi in Champagne. Si chiama Jean-Pierre Valade, è consulente di aziende ben note come Ruinart e Selosse  ed è considerato uno dei più preparati per la produzione di bollicine “classiche”.
Anche in cantina, poca poesia, niente legno, ma solo acciaio e non c’è ombra per esempio dei pupitre tradizionali (quei cavalletti dotati di fori in cui si inseriscono i colli delle bottiglie, che poi vengono spostate a mano per finire nel giro di qualche mese in punta, in modo da far accumulare i lieviti esausti sul tappo corona), inventate ai primi dell’800 dai cantinieri della Veuve Clicquot. Per illimpidire in cantina lo spumante delle Marchesine (e per la verità ormai in gran parte delle aziende) non si fa più il remuage a mano per mesi con gli appositi incaricati che spostano le bottiglie di un quarto di giro e all’ingiù, ma si utilizzano le gyropalette, strumenti  meccanizzati che contengono centinaia di bottiglie e permettono di risparmiare tempo.
E tuttavia, i risultati sono ottimi, non di rado eccellenti. È il caso della trilogia del Secolo Novo: il Brut , il Brut Nature Giovanni Biatta (intitolato al fondatore) e il Dosage Zéro Riserva. Tutti e tre 100% uve chardonnay del bellissimo vigneto La Santissima, posto a 270 metri s.l.m., per una produzione di soli 40 q.li d’uva per ettaro. Il Brut 2008 ha sentori di lievito, crosta di pane, noccioline tostate, con sfumature minerali. Il Brut Nature Giovanni Biatta 2007 (con un residuo zuccherino naturale del 2%, senza aggiunta della liqueur dopo il dégorgement, ma dello stesso vino) ha sentori burrosi, ma anche di agrumi e di lievi spezie. Il Dosage Zéro Riserva 2007, secco senza indugi, ha note minerali accentuate, che s’intersecano con quelle di mela cotogna. Tre fuoriclasse, indubbiamente, ma non sono poi molto da meno gli altri Franciacorta, fra cui spiccano il Blanc de Noir (100% pinot nero), il morbido Satèn,  il sapido Rosé dai sentori di lampone.

Prezzi: si va dai 16/18 € di Brut ed Extra Brut, ai 20/22 € di Rosé e Satèn, ai 28/30 dei Blanc de blanc e Blanc de noir, ai 40 € (e più) dei Secolo Novo.
Indirizzo: Azienda agricola Le Marchesine, via Vallosa 31, Passirano (Brescia), tel. 030.657005, www.lemarchesine.com.