giovedì 8 maggio 2014

Sono Stato post Modena Buu?! E ho vinto mille bottiglie di Ferrari







La redazione de il manifesto ha vinto il premio Ferrari del 2013 per  il titolo dell'anno. Una foto di Giorgio Napolitano seduto e perplesso e sotto il titolo - quasi un'ironica didascalia - Sono Stato. A sottolineare che era stato presidente della Repubblica e lo rimaneva facendosi ancor più "Stato". Un bel titolo, pubblicato nel giornale del 21 aprile 2013, che la giuria del Premio ha preferito ad altri quattro della cinquina finale, come Rimetti a noi i nostri debiti, con foto della Merkel e di papa Francesco che si guardano (Resto del carlino), Sogno o son destra? de La Stampa, Lampedusa, Mar morto, de Il Messaggero e, ancora de il manifesto, Il reato di vivere.

Post-Modena è invece il titolo di un lungo e accurato reportage di Jane Kramer del New Yorker (4 novembre 2013), che si è aggiudicata la prima edizione di un nuovo riconoscimento Ferrari, chiamato L'arte di Vivere Italiana, che vuole premiare i giornali stranieri che meglio raccontino i valori del made in Italy, fra creatività e raffinatezza, artigianalità e tradizione. Il servizio era completamento dedicato a Massimo Bottura, chef patron della Francescana di Modena.


A conquistare l'altro premio Ferrari, “Copertina dell'Anno”, è stato invece SW Sportweek,  il settimanale della Gazzetta dello Sport, con il numero del 5 ottobre 2013. “Quattro volti di sportivi neri e una parola, BUU,  accompagnata da un punto interrogativo e da un punto esclamativo - recita la motivazione - che ripete un verso purtroppo abbastanza usuale negli stadi italiani. Così si è realizzata una copertina di straordinaria intensità, molto forte e altrettanto efficace per dire, in modo esemplare, di un problema che, purtroppo, esiste e resiste in tutt'Italia: il razzismo”. 

Le redazioni del New Yorker, di Sportweek e del manifesto, dunque, brinderanno alla loro professionalità con mille bottiglie di Ferrari ciascuna, un po' come hanno fatto ieri sera i numerosi invitati alla serata di premiazione della Triennale di Milano, giurati ed esponenti della famiglia Lunelli compresi, dal presidente Matteo alla responsabile dei rapporti esterni Camilla, cugini, fratelli e genitori inclusi.